Come organizzare il frigorifero e conservare meglio la spesa

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COME ORGANIZZARE IL FRIGORIFERO E CONSERVARE MEGLIO LA SPESA

Come organizzare il frigorifero è una cosa da imparare per non sprecare cibo e risparmiare soldi. Poche e semplici mosse per dire basta allo spreco alimentare.

Come organizzare il frigorifero e conservare meglio la spesa è un aspetto da approfondire necessariamente. Ogni anno le stime relative allo spreco alimentare di una famiglia media, aumentano sempre di più, si calcola infatti che si sprecano circa 480 euro in spesa buttata nella spazzatura per una cattiva conservazione del cibo. Oltre all’utilizzo dei contenitori ermetici in vetro o plastica, possiamo organizzare il frigorifero in maniera efficiente per arginare lo spreco. Inoltre, un frigorifero ordinato e pulito può aiutarci a mangiare più sano, a risparmiare soldi nella spesa, e a tenere tutto sotto controllo. Gli organizzatori per frigorifero sono un’idea geniale perché sanno fare davvero il loro lavoro, ci aiutano a tenere tutto in ordine e ben pulito, e a vedere esattamente cosa abbiamo nel frigorifero, senza rischiare di comprare doppioni o buttare via cibo.

PERCHÈ ORGANIZZARE IL FRIGORIFERO

Avere un frigorifero ben organizzato incoraggia a cucinare in maniera sana e riduce lo spreco alimentare, in fin dei conti se riusciamo a vedere tutti i prodotti che abbiamo sui ripiani è molto probabile che poi li useremo prima della loro scadenza. Ecco che una buona organizzazione del frigorifero e del freezer, non solo possono aiutarci a contenere l’economia domestica, ma anche l’ansia e il disordine. Un frigorifero tenuto in ordine è semplicemente più funzionale, oltre che più bello da vedere, ci aiuterà a rilassarci anche quando non abbiamo voglia di stare in cucina!

COME ORGANIZZARE IL FRIGORIFERO

Organizziamo ogni ripiano seguendo metodi precisi per non creare confusione e trovare tutto subito. Destiniamo ogni contenitore a un singolo prodotto o a gruppi similari, evitiamo di creare confusione all’interno dello stesso spazio. Le lattine di bibite meglio sistemarle in contenitori differenti da quelli che usiamo per le salse o gli yogurt. In commercio troviamo molti tipi di contenitori con misure e prezzi differenti, dobbiamo solo scegliere il miglior prodotto adatto all’uso che ne vogliamo fare. Pensiamo a come vogliamo sistemare il frigorifero e, di conseguenza, acquistiamo solo i pezzi che ci servono. Valutiamo i seguenti dettagli prima dell’acquisto.

MATERIALI

Un contenitore ben realizzato, sarà quello che durerà nel tempo facendoci risparmiare soldi. La sua struttura deve essere tale da permettere un uso continuo e la possibilità del lavaggio periodico in lavastoviglie. I materiali utilizzati per questi contenitori sono di diverse qualità, generalmente in plastica trasparente ma anche colorata, in acciaio per prodotti più robusti come bottiglie di vino e simili. Il materiale più appropriato dipende solo dall’uso che ne vogliamo fare.

MISURE

Prima dell’acquisto prendiamo le misure dei ripiani, della distanza fra loro e della profondità di ogni spazio. Con questi dati possiamo immaginare meglio l’organizzazione che vogliamo impostare con le diverse altezze e capacità dei contenitori. Le misure dei contenitori per il frigo sono un fattore da considerare con attenzione, in questo modo possiamo sistemarli tutti su un ripiano sfruttando la loro struttura. Le dimensioni vanno dalle più piccole alle più grandi, se vogliamo conservare formaggini e sottilette, potrebbe bastare un contenitore piccolo. Mentre per frutta e verdura, meglio optare per altezze più grandi.

SICUREZZA

Evitiamo la plastica monouso dannosa al nostro ambiente, quindi scegliamo un contenitore realizzato in plastica sostenibile per non usare buste e vaschette usa e getta. Controlliamo che i materiali usati siano privi di BPA, il Bisfenolo A ha effetti negativi sul nostro corpo, in particolare sull’aspetto ormonale, meglio evitarlo.

LAVAGGIO

Per essere un buon contenitore per il nostro frigo deve facilitarci il processo di pulizia e lavaggio, scegliamo solo quelli che si possono lavare in lavastoviglie. Sebbene siano tutti lavabili a mano e senza problemi, i contenitori adatti alla lavastoviglie sono i più comodi in assoluto.

DESIGN

Preferiamo contenitori trasparenti con forme squadrate lineari e non svasate o tondeggianti, in questo modo possiamo ottimizzare meglio lo spazio sul ripiano e guadagnare qualche centimetro in più da riempire! Scegliamo i contenitori che abbiano un design impilabile. Impilando i contenitori uno sopra l’altro possiamo creare maggiore spazio nel frigorifero e una visione migliore della spesa fatta.

DURATA

La durata di un contenitore di buona qualità può arrivare anche fino a più di 6 anni. I contenitori economici, realizzati con materiali di scarsa qualità, iniziano a rompersi già dopo uno o due anni. Se non vogliamo spendere altri soldi per sostituirli di continuo, meglio un acquisto mirato alla qualità anche se leggermente più costoso, nel tempo la spesa si ammortizzerà da sola.

ORGANIZZARE IL FRIGORIFERO: IL MIGLIORE ACCESSORIO

Per esperienza personale consiglio di evitare i contenitori con la maniglia frontale, sebbene apparentemente pratica, questa occupa più spazio sul ripiano impedendo di affiancarne un altro davanti. Inoltre la maniglia raccoglie molto sporco ed’è difficile da lavare. Optiamo per contenitori con maniglie bucate ricavate dei fianchi frontali, molto più pratici da pulire e usare. La plastica trasparente ci permette di vedere cosa abbiamo inserito nel contenitore, mentre quella bianca o colorata, ci obbliga a tirare fuori tutto per vedere il suo interno. Preferiamo le mezze altezze per poter impilare due contenitori e differenziare il contenuto. Le plastiche robuste e di qualità sono quelle che durano nel tempo e sopportano lo sforzo. Quelle economiche sono leggere e si spezzano facilmente.
Compriamo solo gli organizzatori da frigorifero necessari, lasciamo anche dello spazio libero sui ripiani per sistemare anche i contenitori ermetici in vetro o plastica per la conservazione dei cibi cucinati.

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In questo articolo parlo di come organizzare i ripiani del nostro frigorifero, quindi la scelta dei contenitori è al solo scopo di mantenere l’ordine sui ripiani e di facilitare la visione di insieme. Per la conservazione degli alimenti già cucinati o da cucinare puoi leggere questi articoli: Contenitori in vetro: quale scegliere, Contenitori in plastica: quali scegliere, Contenitori termici: come funzionano, Contenitori in vetro o plastica: in quali è meglio conservare i cibi?

Come sbrinare il freezer

SE NON SAI COME SBRINARE IL FREEZER, NON COMMETTERE QUESTI ERRORI

Come sbrinare il freezer è la domanda che da sempre ci poniamo, perché questa operazione è fra le più rognose da fare! Ecco come fare.

Come sbrinare il freezer nessuno lo sa, o meglio, le tecniche per sbrinare in maniera veloce sono svariate e fantasiose. Bisogna però rispettare i passaggi per evitare di compromettere il suo funzionamento e soprattutto evitare di rompere il freezer, perché è molto facile che questo possa accadere. Ogni volta che vediamo giunta l’ora di affrontare questa noiosa operazione, la domanda è sempre la stessa: come si ghiaccia il freezer?

PERCHÈ SI GHIACCIA IL FREEZER

Molto semplicemente si tratta di una reazione causata dall’aria esterna che entra nel freezer ogni volta che lo apriamo. Quindi calore e umidità si trasformano in brina che, accumulandosi nel tempo, diventano ghiaccio. Se il nostro è un freezer dotato di sistema di sbrinamento automatico, non dobbiamo preoccuparci. Se invece il modello è meno recente, allora potrebbero sorgere problemi derivanti dal ghiaccio. Questo, infatti, va a coprire le prese interne di aerazione, oltre ai sensori di temperatura, che non potranno svolgere il loro lavoro. In questo caso il freezer si troverà a dover affrontare un lavoro straordinario cercando di smaltire il ghiaccio in eccesso, e non sempre ci riesce. Bisogna intervenire tempestivamente perchè il consumo elettrico aumenta considerevolmante, e anche quello economico!

freezer ghiacciato come fare

QUANDO SBRINARE IL FREEZER

Una buona regola da seguire è quella di sbrinare il freezer almeno una volta all’anno. Naturalmente dipende anche dal modello di freezer e da quanto ghiaccio in eccesso produce. Un metodo per capire quando è il momento di sbrinare il freezer, è quello di monitore lo spessore del ghiaccio prodotto. Se supera poco più di mezzo centimetro, è meglio intervenire senza aspettare di trovare ghiaccio stratificato di oltre 3 centimetri. Meglio farlo spesso e con grande facilità piuttosto che farlo una volta all’anno e dover faticare molto. Prima di iniziare è sempre meglio consultare il manuale di istruzioni del produttore dell’elettrodomestico.

sbrinare il freezer

COME SBRINARE IL FREEZER

Sbrinare il freezer non è un lavoro difficile da fare, si tratta principalmente di aspettare che il ghiaccio in eccesso si sciolga da solo. Prima di iniziare questa operazione è bene disporre il cibo in un altro freezer per non interrompere la catena del freddo, e non doverlo poi buttare. Oppure usare delle borse termiche per garantire al cibo la giusta temperatura. Un’alternativa è anche quella di aspettare di consumare il cibo surgelato in modo da svuotare naturalmente il freezer. Per un corretto sbrinamento del freezer è necessario seguire i passaggi in ordine.

cibo surgelato
  • Se il freezer è incorporato nel frigorifero, spegnerlo ruotando la manopola della temperatura e scollegare la presa di corrente. Se ha la gestione separata delle temperature e/o accensione, agire solo sul freezer. Se si tratta di un elettrodomestico da incasso, basta spengere l’accensione dal pannello di controllo o sempre ruotando la manopola della temperatura. Verifica queste informazioni sul manuale del costruttore.
  • Estrarre i cassetti dall’unità e liberare i ripiani a griglia togliendo, se possibile, il ghiaccio in eccesso con un raschietto adatto allo scopo (qui ne trovi alcuni). Su ognuno di questi posizioniamo degli stracci assorbenti di qualsiasi tipo, serviranno a raccogliere l’acqua prodotta dallo scioglimento del ghiaccio. Se il tuo modello è dotato di un piccolo tubo di drenaggio, questo può facilitare l’operazione di sbrinamento. Basterà metterlo all’interno di una bacinella o di un secchio per raccogliere l’acqua. Segui le istruzioni sul manuale del costruttore. Alcuni modelli da incasso hanno un beccuccio frontale da estrarre per deviare il corso dell’acqua. Possiamo mettere sotto una bacinella per raccoglierla con facilità.
  • Aspettiamo che il ghiaccio si sciolga naturalmente lasciando lo sportello del freezer aperto. Per facilitare questo passaggio possiamo posizionare un piccolo ventilatore davanti al freezer, l’aria circolerà al suo interno favorendo lo scioglimento del ghiaccio. Raccogliamo l’acqua in eccesso e teniamo la situazione sotto controllo.
  • Al termine dello scioglimento iniziamo la pulizia interna del freezer con normali prodotti sgrassanti oppure naturali fatti in casa con bicarbonato, aceto e acqua. Puliamo bene sia l’interno che le griglie, poi asciughiamo bene tutto compreso lo sportello.
  • Terminata anche l’ultima fase siamo pronti per riaccendere il freezer seguendo le stesse modalità con le quali lo abbiamo spento. Per non modificare i parametri impostati, in caso di freezer più sofisticati, facciamo una foto al display per ripristinare la stessa configurazione. Chiudiamo lo sportello e attendiamo che si ripristini la temperatura corretta all’interno, a seconda del modello e della marca, potrebbero volerci alcune ore.

TRUCCHI E CONSIGLI

  • Per accelerare lo sbrinamento è possibile utilizzare un phon per capelli. Con questa tecnica è molto importante fare attenzione che il phon non entri in contatto con l’acqua, per ovvie ragioni legate alla sicurezza. Quindi accendiamolo e teniamolo in mano vicino allo sportello, socchiudendolo leggermente per accelerare il processo. Non lasciamolo MAI acceso e poggiato sul ripiano.
  • Un metodo molto conosciuto è quello delle pentole di acqua bollente da posizionare, con dei sotto pentola, all’interno dell’elettrodomestico. Il calore favorirà lo scioglimento in 30 minuti circa, dipende sempre dal modello di freezer e dalla sua capienza.
  • L’utilizzo di spatole per ghiaccio in plastica è sempre un buon metodo, soprattutto se lo spessore è limitato a pochi millimetri e quindi facile da raschiare. Se fatto di frequente si eviterà la formazione di ghiaccio più spesso. Con questa tecnica è molto importante non esercitare troppa pressione per non danneggiare il rivestimento interno e le serpentine refrigeranti. Basta una leggera distrazione per danneggiarlo e buttare via il freezer.
  • Per strati di ghiaccio spessi si possono utilizzare spray sbrinatori come questi (qui ne trovi alcuni) che permettono di facilitare l’operazione. Si spruzzano all’interno del freezer e si attende il tempo indicato, poi si rimuove il ghiaccio e si procede alla pulizia e al ripristino dell’elettrodomestico. Sono utili anche quelli che si usano in inverno per i vetri delle macchine, le formule chimiche sono similari. In alternativa usiamo uno spruzzino riempito di acqua bollente. Aiutiamoci anche con degli stracci imbevuti di acqua calda, indossiamo dei guanti comodi per non scottarci durante questa operazione.
  • Al termine dello sbrinamento, scriviamo la data su un pezzo di scotch e lasciamolo sulla parte interna dello sportello, servirà a ricordarci l’ultima volta che abbiamo compiuto questa operazione!

NON USARE MAI

Coltelli, cacciaviti, spatole e qualsiasi altro oggetto metallico. Questi strumenti non sono adatti per questo utilizzo, inoltre non permettono un controllo sulla pressione esercitata. Con questo tipo di strumenti sarà molto facile bucare le pareti dell’elettrodomestico, oltre a danneggiare irrimediabilmente le serpentine del freddo.

Come fare il pane in casa con la macchina del pane

COME FARE IL PANE IN CASA CON LA MACCHINA DEL PANE

COME FARE IL PANE IN CASA CON LA MACCHINA DEL PANE

Come fare il pane in casa? Con la pratica si ottiene sempre un risultato ma con la macchina del pane si fa molto prima! Ecco qualche consiglio pratico.

Come fare il pane in casa è una delle cose più facili solo se si ha la macchina del pane! Con questo straordinario elettrodomestico possiamo preparare ogni sorta di pane e senza nessuna fatica. Non è richiesta nessuna abilità in particolare, basta semplicemente inserire gli ingredienti nell’ordine suggerito e osservare piccole regole pratiche.

Se stai pensando di acquistare una macchina del pane ma non sai come sceglire la migliore macchina del pane, guarda questa guida e troverai quella perfetta per te.

GUARDA LA VIDEO GUIDA

COME FARE IL PANE IN CASA

Sarà normale non riuscire a fare il pane nelle prime occasioni, ma quello che più conta è insistere e approfondire l’esperienza. L’ordine di inserimento degli ingredienti è fondamentale, non deve essere variato altrimenti si compromette il risultato finale. Naturalmente più confidenza prendiamo con le qualità delle farine, e la loro struttura, migliori saranno i risultati, questo è un aspetto che possiamo approfondire da soli raccogliendo materiale e studiando.

Sull’argomento lievito di birra le scuole di pensiero offrono due soluzioni, la prima di usarlo come descritto nel ricettario della macchina del pane, cioè come ultimo ingrediente in assoluto.
La seconda propone invece di idratarlo direttamente nell’acqua da usare fra gli ingredienti, sciogliendolo bene prima di inserirlo nella vasca impastatrice. Ma entrambe le scuole, e in generale laddove deve essere sempre usato, sono concordi sul fatto che il lievito non deve MAI essere messo vicino al sale perché quest’ultimo blocca la sua azione. Ho provato entrambe le proposte è non ho trovato molta differenza, ma tecnicamente credo sia meglio scioglierlo nell’acqua, e così faccio sempre.

lievito di birra tipologie

INGREDIENTI PER 500 G DI PANE

INSERIRE GLI INGREDIENTI NELL’ORDINE INDICATO

210 ml di acqua a temperatura ambiente
10 g di lievito di birra disidratato
10 g di olio di girasole
10 g di zucchero
330 g di farina 00
4 g di sale fino

ATTENZIONE

Se desideri usare il lievito di birra fresco al posto di quello secco, il suo peso non è lo stesso. Devi convertirlo seguendo la tabella che trovi in “la differenza fra il lievito di birra fresco e secco“.

È molto importante pesare gli ingredienti e non andare ad occhio, muniamoci di una bilancia digitale (qui ne trovi alcune) per migliori risultati.

Inseriamo la vasca di cottura nella macchina e serriamola a seconda del modello, poi montiamo la pala mescolatrice sul perno centrale e siamo pronti per iniziare.

Misuriamo l’acqua, sempre a temperatura ambiente, e sciogliamo il lievito al suo interno poi, versiamo tutto nella vasca impastatrice.

Aggiungiamo l’olio di girasole, possiamo usare anche il classico olio evo.

Uniamo lo zucchero e mescoliamo tutto.

Pesiamo la farina, 330 g del tipo 00, oppure creiamo un mix con 200 g di farina00 e 130 di Manitoba. Versiamola nella vasca sopra ai liquidi, senza toccare nulla ne mescolare.

Per ultimo, sopra alla farina, il sale fino.

Chiudiamo il coperchio e impostiamo i parametri necessari alla lavorazione: selezioniamo il peso del pane su 500 g, poi il tipo di doratura su medio per ottenere una crosticina croccante.

Ora scegliamo il programma per il pane alla francese, generalmente è presente in ogni macchina ed impiega circa 3 ore o poco più, dipende dalla quantità di pane selezionato.

Premiamo il bottone di avvio e lasciamo lavorare la macchina che, automaticamente, calcolerà i suoi tempi fra le fasi di impasto, lievitazione e cottura.

Al termine della cottura la macchina emetterà un segnale acustico per avvisarci che il pane è pronto, in altri modelli passa subito dopo alla modalità di mantenimento in caldo per circa un’ora.

Quindi, al segnale, estraiamo la vasca di cottura con delle presine per non scottarci. Capovolgiamola sopra un tagliere e battiamola dolcemente fino a far scendere il pane.
Con l’apposito uncino in dotazione, estraiamo la pala mescolatrice dal fondo del pane, poi capovolgiamo il pane e lo posizioniamo su una gratella per farlo raffreddare meglio.

Trascorsi circa 15/20 minuti procediamo a tagliare il pane.

Il risultato finale sarà quello di un pane di tipo in cassetta perché cuoce direttamente nella vasca impastatrice che ha proprio questa forma. Non sarà un pane come quelli tradizionali di un fornaio, ma sarà altrettanto buono e fragrante grazie alla sua crosticina.

Olio del tonno: perchè non buttarlo

olio del tonno

OLIO DEL TONNO: PERCHÈ NON BUTTARLO

L’olio del tonno è un bene prezioso, un ingrediente di qualità, senza conservanti e ottimo da riutilizzare nelle preparazioni in cucina. Per questo motivo non dovrebbe mai essere buttato via o sprecato, ma valorizzato nelle ricette, e sostituito al condimento nell’insalata perché ricco di Omega 3 e Vitamina D.

L’olio del tonno in scatola è un olio che mantiene inalterate le sue proprietà organolettiche anche dopo il trattamento termico di sterilizzazione, necessario alla scatoletta di acciaio prima della messa in vendita. Il suo sapore rimane inalterato, così come l’aroma e le proprietà percepibili, inoltre l’olio del tonno è ricco di Omega 3 e Vitamina D semplicemente stando a contatto con il tonno. Ecco perché non deve essere buttato via ma usato come condimento o come ingrediente di nuove ricette.

È un alimento a tutti gli effetti e anche sicuro, perché non degradato e non alterato. Questo olio è una ricchezza infinita e dobbiamo utilizzarlo sempre, come facciamo per il recupero dell’acqua di cottura delle verdure, che è ricca di vitamine. Se non sai dove buttare l’olio olio del tonno, il posto più sicuro e ecosostenibile, è proprio nel tuo piatto.

Nella lotta allo spreco, il tonno in scatola è l’alimento anti-spreco per eccellenza. Il tonno
viene consumato interamente, non si spreca nulla dalla sua apertura se non l’1% che finisce nella spazzatura. Si riutilizza sempre anche quando avanza, le ricette dedicate al suo riciclo sono tante, è davvero difficile che si butti una volta avanzato. Il tonno in scatola è un alimento sicuro a tutti gli effetti, le sue caratteristiche organolettiche sono ben conservate proprio grazie all’olio di cui stiamo valutando l’importanza, che riesce ad arricchirsi di Vitamina D e Omega 3 stando a contatto con il tonno stesso.

OLIO DEL TONNO: LA RICERCA

La conferma arriva da una ricerca (che puoi leggere qui) condotta di recente dalla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari (SSICA) di Parma per conto di ANCIT (Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare) che ha analizzato l’olio d’oliva presente in campioni di tonno in scatola da 80 gr pronti per il consumo, mantenendoli a 3 diverse temperature (4°, 20° e 37°) e osservando le variazioni in un periodo di riferimento di 13 mesi in cui sono stati effettuati test su ossidazione, analisi sensoriali (organolettica di colore, sapore e aroma) e analisi del profilo acido dei grassi. I risultati non hanno registrato alterazioni, hanno anzi evidenziato nell’olio a contatto col tonno un aumento dei grassi polinsaturi, in particolare composti da acidi grassi Omega 3 (DHA) e di Vitamina D (colecalciferolo), naturalmente non presenti nell’olio d’oliva, conservando buone caratteristiche all’assaggio, all’aroma, al sapore e al colore. Questo perché le condizioni di sterilizzazione a cui è sottoposto prevedono temperature che non compromettono le proprietà organolettiche e nutritive, e non causano ossidazione

TONNO IN SCATOLA, IL SUO SEGRETO È LA LATTINA IN ACCIAIO

La scatoletta in acciaio in cui viene conservato il tonno è in grado di isolare il prodotto dagli agenti esterni, mantenendo il sapore e le qualità nutritive del tonno. Ecco perché non è necessario aggiungere conservanti. Ogni scatoletta chiusa ermeticamente e sterilizzata a 120° garantisce una conservazione sicura per diversi anni. Inoltre, i progressi tecnologici delle aziende produttrici, hanno reso la scatoletta in acciaio sicura e sostenibile, resistente a qualsiasi tipo di contaminazione e per questo, in grado di preservare le caratteristiche del tonno stesso. L’utilizzo dell’acciaio impedisce che ossigeno, gas, luce, umidità, possano deteriorare il tonno, oltre a ciò, l’acciaio è riciclabile al 100% all’infinito.

COME RIUTILIZZARE L’OLIO DEL TONNO

L’olio del tonno si può riutilizzare tranquillamente come condimento o come ingrediente, anche senza il tonno, le possibilità di usarlo in cucina sono infinite.
Nelle preparazioni di salse, paté e spume, lo sostituiamo all’olio evo presente negli ingredienti. Per la preparazione del sugo in bianco per condire la pasta, apporta ancora più sapore rendendo gustoso un piatto semplice. Ideale per condire del pane bruscato con una macinata di pepe verde. Da usare sulla focaccia bianca per condire il ripieno di verdure o per marinare del pesce con l’aggiunta del limone. Ottimo anche da usare insieme al tonno e un cucchiaio di maionese, per farcire gustosi panini con il pomodoro da portare in spiaggia.

Prova ad usarlo anche in queste ricette:

La differenza fra il lievito di birra fresco e secco

La differenza fra il lievito di birra fresco e secco può influenzare la lievitazione e la riuscita dei nostri impasti. Facciamo chiarezza fra le diverse formule da utilizzare e sul tipo d lievito.

La differenza fra il lievito di birra fresco e secco : facciamo chiarezza.

La differenza fra il lievito di birra fresco e secco può influenzare la lievitazione e la riuscita dei nostri impasti. Facciamo chiarezza fra le diverse formule da utilizzare e sul tipo d lievito.

La differenza fra il lievito di birra fresco e secco non esiste perché sono la stessa specie di lievito, dobbiamo solo parlare in termini di composizione. Il lievito di birra fresco ha una componente di acqua pari al 70% rispetto a quello secco, al quale hanno invece tolto l’acqua. Naturalmente questo comporta un diverso utilizzo del tipo di lievito e una necessaria attenzione al suo peso fra gli ingredienti dell’impasto.

 

Se stai pensando di acquistare una macchina del pane ma non sai come sceglire la migliore macchina del pane, guarda questa guida e troverai quella perfetta per te.

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DIFFERENZA FRA LIEVITO DI BIRRA FRESCO E SECCO

È importante comprendere che ci sono diversi fattori, di cui si parla molto poco, che possono influenzare la corretta lievitazione del pane o dell’impasto per la pizza, oltre al tipo di lievito scelto.

Questi possono essere: la temperatura dell’ambiente in cui si lavora, la temperatura dell’acqua, la quantità di sale utilizzato, il tipo di farina e la lavorazione dell’impasto stesso. Anche la stagionalità può influire, per il grado di umidità nell’ambiente e il ricircolo dell’aria.

Fra questi elementi anche la qualità della lavorazione dell’impasto può variare se fatto a mano o con l’impastatrice, con la macchina del pane o con altri elettrodomestici adatti allo scopo.

Anche su questo argomento esistono scuole di pensiero fra professionisti panificatori e pizzaioli, e amanti del pane fatto in casa e pizzaioli del sabato sera fra amici.

Una scuola di pensiero, peraltro molto diffusa, sostiene che il rapporto fra i due tipi di lievito è 2,5 volte maggiore a favore del fresco. Quindi, se usiamo 5 grammi di lievito secco questi possono corrispondere a 12,5 grammi di quello fresco. Questo risulta molto chiaro in quanto applichiamo una semplice formula matematica. In poche parole, il rapporto in questo caso per usare il lievito di birra fresco è 2 volte e mezzo il peso del lievito di birra disidratato.

Una diversa scuola di pensiero, meno diffusa, sostiene invece che il rapporto migliore sia quello di 1,5 volte maggiore di lievito di birra fresco. Quindi, se usiamo 5 grammi di lievito di birra secco, il corrispettivo di quello fresco sarà di 7,5 grammi. In questo caso per usare il lievito di birra fresco, il rapporto è di 1 volta e mezzo il peso del lievito di birra disidratato.

Tutti i professionisti delle arti bianche hanno formule derivate da anni di lavoro professionale e costante che li ha portati a sviluppare quella perfetta. Loro, infatti, sostengono che il lievito fresco impiega meno tempo a lievitare, rispetto a quello disidratato.

Per verificare la differenza, basta semplicemente provare ad usare le due proporzioni in due impasti con gli stessi ingredienti. Si noterà che con il rapporto di 2,5 volte, la lievitazione con il lievito di birra fresco risulterà molto più veloce e molto più gonfia in altezza, rispetto a quello secco. Nel rapporto di 1,5 volte, la lievitazione con il lievito fresco sarà sempre più rapida, ma raggiungerà la stessa altezza di quella con il lievito secco. Quindi, rivedendo le tempistiche e le quantità dei due tipi di lievito di birra usati, sembra invece che la formula più corretta da usare sia di 1,5 volta.

Come conservare il caffè

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MAI CONSERVARE IL CAFFÈ IN FRIGORIFERO: ECCO PERCHÈ.

Per bere un buon caffè bisogna seguire alcune regole, ecco perché è importante sapere come conservare il caffè. Conservarlo bene, al riparo dalla luce e dal freddo e soprattutto mai in frigo.

Sono da sempre un amante del caffè, lo bevo in diversi momenti della giornata e sempre con moderazione. Dopo aver parlato del galateo del caffè, come berlo e come servirlo, (leggilo qui), capire come conservare il caffè era inevitabile. Il mondo del caffè è pieno di falsi miti, uno su tutti riguarda la conservazione nel frigo di casa, sbagliatissima e per diverse ragioni che leggeremo più avanti. Ho voluto fare luce sui principali aspetti senza dilungarmi in futili chiacchiere.

CONOSCERE IL CAFFÈ

Per ottenere un buon caffè ci sono molte variabili da dover considerare, e tutte di vitale importanza. Ecco perchè è importante sapere come conservare il caffè. Aria, umidità, calore e luce sono i principali nemici del caffè che, essendo ricco di grassi, li concentra tutti sulla superficie durante la fase di tostatura. L’aria modifica il sapore rendendolo rancido per effetto dell’ossidazione, l’umidità e il calore accelerano questo processo. La tostatura provoca l’aumento di volume del caffè e lo rende poroso e penetrabile dall’aria e dall’umidità presente nell’ambiente. Gli esperti sostengono che il caffè andrebbe consumato il prima possibile e consigliano l’acquisto di piccole quantità per mantenere sempre fresche tutte le proprietà organolettiche. Mentre prendevo appunti su autorevoli siti, come caffè Borbone e Vergnano, mi è balzata all’occhio la regole del 2 che in molti scrivono, ve la riporto sotto perché interessante. “Il 50% degli aromi del caffè in grani si modifica in soli 2 giorni, Il 50% del caffè macinato si modifica in sole 2 ore, mentre il 50% del caffè espresso in tazzina degrada in soli 2 minuti”.

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Le macchine con sistema a capsule sono le più diffuse rispetto agli altri sistemi. Il loro successo è dovuto alle capsule caffè e al loro utilizzo. Ho scritto un articolo che spiega questo enorme successo: Capsule caffè: perchè sono così popolari“.

COME CONSERVARE IL CAFFÈ

Probabilmente, lasciare il caffè nel suo sacchetto originale, potrebbe essere la soluzione migliore. 
Ci sono due fattori principali che devono essere sempre considerati, la luce e il caldo. La luce accelera il processo di invecchiamento del caffè alterandone il processo di qualità e freschezza. Ecco perché è importante conservare il caffè in un barattolo scuro, meglio se con chiusura ermetica e che non lasci entrare la luce. La chiusura ermetica, infatti, è ideale per contrastare l’assorbimento di umidità e di odori. Scegliamo un contenitore non troppo grande, in questo modo avremo meno aria da richiudere insieme al caffè.

DOVE CONSERVARE ILCAFFÈ

Sicuramente in un luogo fresco e asciutto, questo lo troviamo scritto anche sulle confezioni del caffè. Preferiamo un pensile lontano da fonti di calore (forno o termosifone per esempio), meglio se non illuminato dal sole. La temperatura ideale per una corretta conservazione del caffè va dai 15° ai 25°, con un’umidità dell’aria intorno al 50%.

MAI CONSERVARE IL CAFFÈ IN FRIGORIFERO

Dunque come conservare il caffè? Anche se molti amano tenerlo in frigo, esiste una spiegazione tecnica per cui è meglio non farlo: il freddo apporta umidità alla miscela. Lo sbalzo termico al quale il caffè verrebbe sottoposto ogni volta che lo togliamo e rimettiamo nel frigo, apporta umidità alla miscela.
 Questo accelera il processo di deperimento della miscela stessa perché il caffè non va d’accordo né col freddo né con l’umidità. Inoltre il caffè nel frigo assorbe tutti gli odori degli alimenti contenuti. Per motivi che ho descritto sopra, vale la stessa cosa anche per la conservazione nel freezer.

I NEMICI DEL CAFFÈ

ARIA
Il caffè viene venduto in confezioni sottovuoto e la mancanza di aria è la condizione necessaria alla sua conservazione. Il sottovuoto aiuta il caffè a mantenere intatto il sapore della miscela scelta, oltre alla morbidezza della polvere.

UMIDITÀ
Il caffè è igroscopico, significa che ha la capacità di assorbire molecole di acqua dall’ambiente in cui si trova, questa umidità rovina la polvere e i grani in modo particolare.

CALORE
La temperatura superiore ai 25° influisce negativamente sulla conservazione dell’aroma del caffè, che già di suo viene perduto dopo neanche due ore dall’apertura della confezione. Attenzione a non lasciare il caffè vicino a fonti di calore.

LUCE
Insieme al calore, la luce procura effetti similari. L’esposizione a fonti luminose deteriora sia la polvere di caffè che i chicchi.

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Contenitori in vetro: quale scegliere

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I contenitori in vetro sono la soluzione migliore per conservare il cibo

Mantenere il cibo fresco e gustoso può essere un compito complicato, ma avere i contenitori in vetro giusti può fare la differenza. Dalla plastica al vetro e persino all’acciaio inossidabile: ecco le migliori scelte per contenitori in vetro per alimenti che ti aiuteranno a mantenere il tuo cibo saporito e sicuro.

I contenitori in vetro sono ancora poco considerati in Italia, rispetto al resto del mondo, dove sono ampiamente diffusi. Sono diversi i fattori che ancora non fanno decollare la loro grande qualità, il prezzo, il peso, la praticità, la sicurezza, per citare quelli più conosciuti. Rispetto alla plastica, il vetro ha caratteristiche nobili che non possono essere sottovalutate. “Universalmente riconosciuto come sicuro”, il vetro è in grado di stabilire quel tipo di rapporto tattile con il consumatore, che la plastica non riesce a fare.

Mi sono già occupato in passato, di approfondire le differenze fra vetro e plastica, ne ho parlato in “Vetro o plastica: in quali contenitori è meglio conservare i cibi?”. Non amo demonizzare la plastica, per anni è stata protagonista in questo settore, e ancora si difende bene. Amo però far capire a chi legge, che ci possono essere delle differenze e che entrambi i materiali (vetro e plastica) possono essere usati con serenità. In fondo i coperchi dei contenitori in vetro sono tutti realizzati in plastica!

QUALI SCEGLIERE

Quali sono le caratteristiche più importanti da ricercare nei contenitori di vetro? Con tutte le possibilità che ci sono in vendita in questo momento, è veramente difficile orientarsi e fare l’acquisto migliore in base alle nostre esigenze. Ho consultato molti siti per vedere quanti prodotti esistono in vendita in questa categoria. Quante tipologie di contenitori, quante configurazioni, quali tipi di vetro vengono impiegati e quali plastiche usate per realizzare i coperchi.

Prima di acquistare un set di contenitori in vetro, dobbiamo leggere bene l’etichetta. Questo è molto importante perché non tutti i contenitori possono andare in forno o in freezer. Le aziende produttrici hanno differenziato il mercato di questo prodotto e, di conseguenza, realizzato diversi tipi di set. Naturalmente questo spiega la differenza di prezzo fra un contenitore in vetro e l’altro, anche se sono della stessa casa.

Di contenitori in vetro ne esistono tanti modelli, e tutti utili in cucina. Spesso sono divisi per tipologie: quelli adatti alla cottura in forno fino a 230°, quelli per il freezer fino a -20°. Poi ci sono quelli perfetti per tutti i giorni, che vanno in frigorifero ed in dispensa, e quelli per il microonde. Tenendo anche conto delle forme rettangolari, quadrate, rotonde ed ovali, sono davvero belli.

Mi sono fatto un’idea molto precisa sui contenitori in vetro, ed’è per questo motivo che ho scritto questa guida, per evitare di commettere errori durante l’acquisto, quindi, ecco alcuni preziosi consigli. In fondo non è solo vetro, no, è molto di più.

SCEGLIAMO SEMPRE IL VETRO TEMPERATO

Il vetro temperato è diverso dal normale vetro. Questo tipo è da 4 a 5 volte più forte perché è stato trattato per renderlo più resistente alla rottura durante le temperature estreme. Quando si rompe il vetro temperato, si rompe in piccoli pezzi senza bordi taglienti riducendo così il rischio di lesioni. Non tutti i contenitori in vetro sono certificati, cerchiamo la scritta “vetro temperato”.

IL VETRO BOROSILICATO È IL MIGLIORE

Questo tipo di vetro è molto resistente alle crepe ed è particolarmente robusto agli shock termici a temperature elevate. È realizzato sostituendo il componente di carbonato di calcio, presente nel normale vetro, con l’ossido borico nel processo di produzione. Non è quindi un vetro “trattato” come il vetro temperato. Tra i due tipi, il vetro Borosilicato ha una resistenza agli shock termici superiore e funzionerà meglio se utilizzato per il riscaldamento degli alimenti in un forno a microonde o convenzionale.

SCEGLIAMO I COPERCHI ERMETICI

Quando conserviamo il cibo è molto importante mantenere l’aria, l’umidità e i parassiti, fuori dai contenitori. In questo modo evitiamo la contaminazione batterica e la muffa. Scegliere contenitori con coperchi ermetici e guarnizioni in silicone, è la scelta migliore rispetto ai coperchi tradizionali. I coperchi ermetici sono migliori perché più robusti e dotati di guarnizioni in silicone. Inoltre, il loro sistema di chiusura con ali ad incastro, permette una migliore adesione della guarnizione in silicone, lungo il bordo del contenitore. Questo significa renderlo completamente ermetico.

LAVABILI IN LAVASTOVIGLIE

Mentre i contenitori per alimenti in vetro sono lavabili in lavastoviglie, assicuriamoci che anche i coperchi siano lavabili nella medesima modalità. In genere lo sono tutti quanti. Soprattutto se vogliamo risparmiare tempo e fatica. La maggior parte dei coperchi di plastica nei set di contenitori di vetro, sono generalmente adatti alla lavastoviglie. Il consiglio migliore è quello di posizionarli sul ripiano superiore per evitare che l’acqua troppo calda possa deformarli. Se sono dotati di guarnizioni in silicone, è consigliabile rimuoverla per un più accurato lavaggio delle parti meno usate. Al termine del ciclo di lavaggio, la guarnizione (lavata anch’essa) andrà riposizionata nella guida del coperchio.

IMPILABILI UNO DENTRO L'ALTRO

Lo spazio in cucina è sempre un grande problema per tutti, non se ne ha mai abbastanza. Per questo motivo scegliamo sempre set di contenitori in vetro che si possano impilare uno dentro l’altro.Lo spazio guadagnato ci darà la possibilità di ospitare altri gadget per la nostra cucina! Le forme quadrate o rettangolari, sono le migliori per questo utilizzo.

I VANTAGGI DEI CONTENITORI IN VETRO

La maggior parte dei contenitori di vetro sono realizzati in vetro temperato resistente al forno, al congelatore e lavabile in lavastoviglie. Il vetro non ha nessuna percentuale di interazione chimica nella conservazione degli alimenti. Non è poroso, é impermeabile, e non c’è nulla che possa influenzare la consistenza, l’aroma o il sapore del cibo conservato al suo interno.

Il vetro trasparente dei contenitori permette una migliore visibilità del contenuto, soprattuto quando il frigorifero -o il freezer- è pieno. Non hai necessità di spostare tutto per vedere cosa c’è sul ripiano! Il cibo scaldato -o cucinato- in un contenitore di vetro, ha un sapore migliore di uno scaldato in un contenitore di plastica nel microonde.

I contenitori in vetro possono essere riempiti con alimenti caldi subito dopo la cotture, senza dover attendere che si raffreddino. Il passaggio al vetro potrebbe sembrare più costoso rispetto alla plastica. Vero. Ma è una spesa da fare una tantum e nel tempo, ci garantisce una qualità costante che la plastica non può assicurare.

I contenitori in vetro ci permettono di cucinare senza sporcare troppi accessori. Possiamo cuocere le nostre pietanze direttamente in forno, oppure scaldare nel microonde con grande facilità.

ASPETTO ECOLOGICO

Se si dovesse rompere un contenitore di vetro è possibile riciclare fino all’80% del vetro. Il processo di riciclaggio del vetro, utilizza il 40% in meno di energia rispetto alla produzione di nuovo vetro. Questo fornirà la stessa qualità, le stesse caratteristiche e le stesse prestazioni di un contenitore nuovo. Il vetro è, nel complesso, una scommessa più sicura per la conservazione degli alimenti rispetto alla plastica.

Sebbene la plastica in policarbonato sia resistente e duratura, può rompersi nel tempo a causa di temperature elevate e dell’uso eccessivo. Ultimo ma non meno importante, l’uso del vetro è responsabile per l’ambiente, riducendo la quantità di plastica nelle nostre discariche.

CURA E MANUTENZIONE

Quando usiamo i contenitori in vetro nel forno a microonde, evitiamo di lasciare il coperchio chiuso. Apriamo il coperchio e lasciamolo appoggiato sul contenitore prima di avviare il microonde. Questo serve a non creare una camera a pressione che potrebbe esplodere. Il lavaggio a mano è l’ideale per la maggior parte dei contenitori in vetro. Quando li laviamo nella lavastoviglie, mettiamo i coperchi in plastica nel cestello superiore, mentre i contenitori in vetro in quello inferiore.

Se il coperchio ha una guarnizione rimovibile in silicone, togliamola per pulirla separatamente dal coperchio, questo per assicurarci che nessuna muffa possa crescere negli interstizi. È sempre meglio asciugare completamente i coperchi prima di riporli. Lasciamoli appoggiati sopra i contenitori, ma senza chiuderli a scatto. Questo per evitare il tipico odore di chiuso, oltre che per proteggere la longevità della guarnizione.

Dopo il l lavaggio in lavastoviglie, è opportuno aspettare che i contenitori in vetro si raffreddino, prima di impilarli per riporli nella dispensa. Esiste una piccola escursione termica per la quale il vetro potrebbe attaccarsi all’altro se riposto ancora caldo.

Non sottoponiamo mai i contenitori a sollecitazioni termiche estreme. Prelevare il contenitore dal freezer e passarlo immediatamente nel forno caldo, potrebbe creare seri danni al vetro. Aspettiamo qualche minuto prima di effettuare questa operazione, dando tempo al vetro di abbandonare gradualmente la temperatura precedente per la nuova.

BENEFICI DEL VETRO

Esperienza

Il vetro crea connessioni emotive con i consumatori attraverso un’esperienza multisensoriale. È l’unico materiale per cui le persone sono motivate ad utilizzarlo, riutilizzarlo, a raccoglierlo e a differenziarlo per riciclarlo.

Salute

Il vetro è puro e impermeabile, quindi aiuta a mantenere freschi cibi e bevande. È facile da pulire, sterilizzare e riutilizzare, il che è sempre più importante per un mondo attento alla salute. È l’unico materiale a contatto con gli alimenti che è “generalmente riconosciuto come sicuro”.

Ambiente

Il vetro ha vite infinite: è riciclabile al 100%, da un contenitore all’altro, all’infinito. Quando si utilizza il vetro riciclato per produrre nuovi contenitori, vengono utilizzate meno materie prime e meno energia.

Gusto

Poiché è inodore e insapore, il vetro conserva e presenta il sapore di un prodotto esattamente come deve essere.

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Slow cooker: la pentola elettrica a cottura lenta

crock-pot
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SLOW COOKER: LA COTTURA LENTA PER ZUPPE E MINESTRE, MA ANCHE ARROSTI E STUFATI

Con la slow cooker riduci il tempo che trascorri in cucina e prepari pasti più deliziosi con la cottura lenta! Questa guida ti mostrerà come preparare correttamente il cibo per una cottura lenta, massimizzare i sapori e preparare i pasti con il minimo sforzo.

La slow cooker offre il vantaggio di cucinare in una pentola elettrica senza dover seguire la cottura. Usare una slow cocker ci permette di inserire tutti gli ingredienti all’interno di un unico recipiente e di poter cucinare con un solo passaggio. In questo modo risparmiamo tempo e fatica, e non ci ritroviamo pentole e accessori da dover lavare. Facile vero? Inoltre si risparmia molta più energia rispetto all’uso del forno elettrico, o di una cottura sul gas.

Ma la cottura lenta imipega ore, ed ore, ed ore…

Con questo tipo di cottura, dal punto di vista della salute, possiamo ottenere molti vantaggi, come mantenere tutti i nutrienti e le vitamine presenti in natura, degli alimenti che andiamo a cucinare. Spesso le verdure possono esaltare il loro sapore rispetto ad una cucina più asciutta nel forno, oppure gli arrosti e la carne in generale, diventano più succosi e saporiti.

In una slow cooker elettrica possiamo cucinare tutto il cibo che vogliamo. Prevalentemente indicata per zuppe e minestre, arrosti e stufati, la cottura lenta non è molto adatta per le verdure delicate (tipo zucchine e piselli) perché le rende troppo molli. Anche i tagli di carne magri tendono a diventare coriacei con questa tecnica. Meglio fare attenzione.

SLOW COOKER: COS'È

Una slow cooker è una pentola elettrica che non ha bisogno di essere sorvegliata durante le molte ore di cottura dei cibi. Generalmente è composta da tre elementi: la base riscaldante, la pentola di cottura ed il coperchio. Nella base riscaldante sono inserite delle serpentine elettriche che avvolgono di calore la pentola su tutti i lati, garantendo una temperatura costante oltre che alla base.

Il recipiente di cottura è in terracotta (o porcellana), per aiutare a mantenere la cottura uniforme e ben distribuita. In altri modelli, la pentola interna è realizzata in alluminio. Il coperchio in vetro ha una guarnizione particolare per garantire il mantenimento della temperatura impostata durante la cottura.

SLOW COOKER: COME FUNZIONA

La cottura con una pentola elettrica slow cooker, avviene attraverso l’impostazione delle temperature alte o basse. Quando impostiamo una temperatura bassa, la base riscaldante emette meno calore per un tempo maggiore. Mentre, quando impostiamo una temperatura elevata, la base emette più calore in minor tempo. Le temperature usate dalla slow cooker vanno dai 60°C ai 90°C. Le slow cooker utilizzano basse temperature per trattenere l’umidità durante il processo di cottura.

SLOW COOKER: COME CUCINA

La cottura lenta nella slow cooker è adattabile ad un’infinità di ricette esistenti. Questo significa poter cucinare le nostre ricette preferite. Ci sono però alcuni aspetti da considerare per i quali la slow cooker ha dei limiti. Non possiamo friggere rapidamente i nostri ingredienti perché le temperature alte non sono in grado di scaldare l’olio. Non possiamo replicare la cottura del forno per asciugare i cibi. I liquidi non subiscono l’effetto dell’evaporazione con le temperature alte (perché in realtà sono basse!).

I legumi in scatola o le verdure surgelate, possono risultare troppo cotte perché richiedono meno temo di cottura. La carne macinata, le polpette e i polpettoni, vanno rosolati a parte prima di essere inseriti nella slow cooker, per rimuovere il grasso. I cibi teneri come zucchine, piselli o pasta, devono essere aggiunti nell’ultima ora di cottura. Discorso simile anche per formaggi, latte e panna, che vanno invece aggiunti all’ultimo.
ATTENZIONE:
Molte ricette richiedono una preparazione classica in padella sui fuochi, prima di inserirle nella slow cooker ed avviare la cottura.

TEMPI DI COTTURA

Questo è un aspetto che molti di noi non hanno ancora ben chiaro. Quando si parla di cottura lenta, significa che la slow cooker impiega più tempo ad una temperatura più bassa. E la sua temperatura più alta, è in realtà bassa, perché altrimenti brucerebbe tutto. Ricordo che le temperature di cottura della slow cooker, vanno dai 60°C ai 90°C. Per cercare di spiegare meglio il concetto, vediamo alcuni tempi di cottura relativi a ricette conosciute.
Gnocchi alla sorrentina: 3 ore
Involtini al sugo: 4 ore
Pollo ripieno: 4 ore e 1/2
Arrosto di vitello: 4 ore
Fagioli all’uccelletto: 4 ore
Vitello tonnato: 7 ore

CONSUMI ENERGETICI

La cottura lenta non influisce minimamente sulla nostra bolletta elettrica. Usando basse temperature e calore contenuto, riesce a consumare davvero poco. Le pentole a cottura lenta slow cooker sono poco costose da acquistare e molto facili da usare, possono realizzare interi pranzi per famiglie senza dover sorvegliare la cottura.

Attraverso la cottura lenta possono trasformare tagli di carne poco pregiata, in piatti gustosi accompagnati da verdure. Questo significa poter risparmiare molti soldi sulla spesa quotidiana. È perfetta per zuppe e minestre, arrosti e pasticci di carne, e non richiede nessuna interazione da parte nostra.

FACILITÀ DI UTILIZZO

La slow cooker è molto facile da usare. Basta riempire la pentola in terracotta con gli ingredienti scelti, impostare il tempo e premere avvio. La cottura lenta, e a bassa temperatura, ci permette di dimenticarci di dover preparare il pranzo o la cena. Le ricette per la slow cooker sono davvero semplici da realizzare e non richiedono nessuna particolare abilità: chiunque la può usare.

CIBO PIÙ SANO E GUSTOSO

La cottura lenta non prevede l’utilizzo di olio o grasso, salvo rari casi, perché utilizza acqua e tempo per cucinare. Questo significa cucinare a basso impatto di grassi rispetto alla cucina tradizionale. Cucinare nella terracotta significa rendere le nostre pietanze ancora più gustose. Stufati di carne, minestre e zuppe avranno un sapore diverso rispetto alla normale cottura con altri metodi. Grazie alla cottura lenta, ogni tipo di cibo potrà essere cucinato con temperature più basse e senza grassi.

VANTAGGI

Una cucina intelligente significa saper utilizzare scarti e avanzi di cibo, come facevano le nostre nonne. La cottura lenta permette di cuocere a lungo tagli di carne minori -o poco pregiati-, rendendoli incredibilmente gustosi e risparmiando diversi soldi nella spesa. Rispetto all’utilizzo di un forno elettrico, una pentola a cottura lenta genera un notevole risparmio a fronte delle molte ore di cottura per singola ricetta.

PULIZIA

La slow cooker ci permette di preparare un pranzo in un unico tegame in terracotta. Questo significa che non abbiamo praticamente nulla da lavare. La pentola in terracotta, e il coperchio in vetro, possono essere lavati in lavastoviglie con gli abituali cicli di lavaggio. Non sono richieste particolari attenzioni.

QUALE SLOW COOKER ACQUISTARE

Anche per la slow cooker, come in tutti gli elettrodomestici per la cucina, esistono diverse differenze nello stesso prodotto. Ecco cosa valutare prima di acquistare una slow cooker.

La forma della pentola interna

Ci sono due forme disponibili in commercio, le più diffuse sono quella rotonda e quella ovale.
Quella rotonda è poco costosa e meno ingombrante. Perfetta per zuppe e minestre, ma anche per stufati e spezzatini. Quella ovale è più voluminosa e meno economica, ha più spazio per permettere la cottura di cibi come pollo e arrosti, oltre a zuppe e stufati.

Dimensioni della pentola

Quasi tutte le slow cooker indicano sulla scatola capacità che non corrispondono alla realtà, perché non puoi cucinare fino all’orlo. Quindi, ricordiamoci che, la capacità effettiva è sempre di due terzi rispetto alla capienza indicata. I formati disponibili partono da due persone fino ad arrivare ad una famiglia di anche 8 persone!

Funzioni di cottura

Timer di auto spegnimento, temperature regolabili e programmi pre impostati, sono a disposizione di diversi modelli, ma non in tutti. Le slow cooker con controlli digitali sono le più costose rispetto alle basiche, con solo un paio di impostazioni. In generale possiamo dire che, essendo un elettrodomestico talmente semplice nella funzionalità, non ha necessità di troppe funzioni. Il suo prezzo contenuto, ne è la dimostrazione.

Qualità dei materiali

Le slow cooker possono avere la pentola interna in ceramica o porcellana, oppure in alluminio, in alcuni casi anche antiaderente. La pentola in ceramica permette l’uso anche nel forno di casa o direttamente sui fornelli a gas ed elettrici (no sull’induzione). Questo ne aumenta il valore/vantaggio per soffriggere o scottare la carne prima di passarla alla cottura lenta della slow cooker.

DIFFERENZA FRA SLOW COOKER E CROCK-POT

Sembra quasi scontato che una pentola a cottura lenta sia un crock-pot, e che un crock-pot sia una pentola a cottura lenta. In realtà non è proprio così. Ci sono diverse somiglianze fra i due prodotti elettrici, ma sono due cose distinte e diverse fra loro. Cerchiamo di capire le differenze fra queste due tipologie.

CROCK-POT

Il crock-pot ha una storia alle sue spalle che inizia negli anni 70, quando fu presentato sul mercato come cuoci riso. Re inventato più volte negli anni a venire, il crock-pot oggi è una pentola a cottura lenta. Con questo nome viene generalmente indicata qualsiasi pentola a cottura lenta (slow cooker). Quello che accade ormai per il nome mini pimer che indica generalmente frullatori ad immersione!

Il crock-pot è una pentola in ceramica, o porcellana, inserita all’interno di una struttura metallica riscaldante. È dotata di un coperchio ermetico in vetro per conservare il calore e l’umidità all’interno. Nella struttura riscaldante, dove è inserita la pentola, troviamo una serie di serpentine sui lati e sul fondo, per irradiare il calore in maniera costante durante la cottura dei cibi. La sua temperatura varia dai 60°C ai 90°C, e i suoi comandi permettono di regolarla in base alle ricette. Il calore diretto assicura anche una cottura sicura e antibatterica.

SLOW COOKER

Una pentola a cottura lenta (slow cooker) è composta dagli stessi elementi di un crock-pot: elemento riscaldante, pentola e coperchio in vetro. La differenza la troviamo proprio nella pentola che, invece di essere in ceramica o porcellana, è di metallo. Un’altra importante discriminazione è la costruzione della base riscaldante che, a differenza del modello più famoso, non ha elementi di calore lungo le pareti della pentola. In pratica il calore viene irradiato solamente dalla base. In questo modo si avranno cotture disomogenee e tempi più lunghi. Naturalmente sarà maggiore la possibilità di bruciare la ricetta avendo un’alta concentrazione di calore sul fondo.

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Accessori per friggitrice ad aria

accessori per friggitrice ad aria

PERCHÈ USARE GLI ACCESSORI PER LA FRIGGITRICE AD ARIA

La friggitrice ad aria è un modo semplice e salutare per cucinare una vasta gamma di alimenti. Un set di accessori per friggitrice ad aria ci dà la possibilità di cucinare ancora più facilmente e con risultati incredibili. Ecco i migliori accessori presenti in commercio!

Gli accessori per friggitrice ad aria sono la soluzione migliore per poter effettuare tutti ti tipi di cottura, impossibili da fare in così poco spazio. Se hai comprato una friggitrice ad aria, avrai sicuramente scoperto quanto è facile usarla e quante idee si possono realizzare con questo innovativo sistema di cottura (qui ti spiego come funziona e quale scegliere). Come dico spesso durante i miei show in tv, è perfetta per tutti i surgelati prefritti che compriamo al supermercato. Ma non usiamola solo per fare patatine, nuggets di pollo o olive all’ascolana.

Sai quante cose si possono fare con questo elettrodomestico? Possiamo usarlo come un vero e proprio forno di casa cucinando tutto quello che mai avremo pensato di cuocere in uno spazio così ridotto. Per questo motivo ho scelto i migliori accessori per friggitrice ad aria che possono aiutarci ad aumentare le prestazioni e ottenere incredibili risultati. Teglie e griglie, stampi in metallo e silicone, pinze e spatole e molto altro ancora. Con questi strumenti diventerà ancora più facile usare la nostra air fryer.

ATTENZIONE

Tutti gli accessori per friggitrice ad aria in questa guida hanno dimensioni variabili e sono progettati per adattarsi con facilità ai più comuni modelli di friggitrici. Assicurati che quelli che ti interessano siano compatibili con la tua air fryer, verifica le dimensioni del cestello e la sua forma.

accessori per friggitrice ad aria

ACCESSORI ESSENZIALI

TAPPETINI INTERNI IN SILICONE

Questi tappetini sono molto utili, più della carta forno di cui spesso si abusa, per evitare l’usura del cestello principale e non fare attaccare il cibo in cottura. Disponibili in due forme, rotonda e quadrata, sono facilmente ritagliabili per adattarli a qualsiasi superficie. Sono traforati e permettono il passaggio dell’aria calda in cottura e, alcuni modelli, hanno il bordo lavorato per far scorrere ancora meglio l’aria. Li trovo molto utili e li consiglio come primo acquisto in assoluto.

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PENNELLI IN SILICONE E SPRAY PER OLIO

Per creare la giusta crosticina ai cibi freschi in cottura, è necessario aggiungere poco olio, ecco che lo spruzzino si rivela la soluzione migliore. Con questo spray possiamo dosare l’esatta quantità di olio e la giusta distribuzione sul cibo. Per creare glassature particolari, per i dolci e le carni, il pennello in silicone è ideale per la sua facilità di utilizzo.

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PINZE PER IL CIBO

Le pinze in cucina sono l’ultimo trend per lavorare velocemente senza scottarsi. Queste ci permettono di prendere il cibo bollente, di girarlo per completare la cottura o di servirlo nel piatto. Sono realizzate in diverse soluzioni, in acciaio inox come quelle da chef, in silicone, in plastica, combinate con acciaio e silicone. Sono indispensabili per poter muovere il cibo nel cestello della friggitrice, inoltre sono antigraffio (ad eccezione di quelle in acciaio inox) e non rovineranno il rivestimento.

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ACCESSORI PER COTTURE

GRIGLIE PER COTTURA MULTIPLA

Le griglie sono un accessorio indispensabile per ottenere cotture tipo barbecue, per spiedini di carne e pesce o per verdure. Alcune di queste sono costruite con piedini particolari che, capovolte, possono avere più funzioni, come sostenere piatti e stampi per cotture più vicine al calore. Costruite in acciaio inossidabile sono facili da pulire e permettono il corretto fluire dell’aria in cottura, oltre alla possibilità di cucinare più elementi contemporaneamente.

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STAMPI MONOPORZIONE IN SILICONE

I pirottini in silicone sono la soluzione ideale per poter fare muffin dolci e salati, con forme e altezze diverse. A seconda della grandezza del cestello di cottura ne possono entrare diversi, da un minimo di 3 ad un massimo di 8 (in base alle dimensioni). Le diverse forme permettono anche di preparare tartellette di frolla, basi per mini crostate da farcire, plumcake, cupcake e piccole tortine salate. Essendo stampi monoporzione, cuociono in pochissimo tempo con risultati incredibili.

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TEGLIE E STAMPI

Le teglie sono importanti per le diverse preparazioni, non sempre in casa abbiamo quella della dimensione giusta, ecco perché un piccolo set organizzato è utile. Sono realizzate in metallo, rivestite con antiaderenti sicuri e con altezze e forme diverse. Quelle a cestello, ideali per dolci e pane, sono dotate anche di maniglia sicura per essere estratte dopo la cottura. Sono utili per cuocere dolci, torte rustiche, pizze e focacce, carne e pesce, adatte a contenere liquidi e salse che non coleranno nel cestello principale.

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TEGLIE E STAMPI IN SILICONE

Gli stampi in silicone sono utili per realizzare torte, dolci, torte rustiche e perfetti per gustose frittate, sia semplici che farcite. Sono pratici e leggeri e sopportano le alte temperature. L’unico lato scomodo, trattandosi di un air fryer, è la difficoltà di inserirlo ed estrarlo con facilità, ma si può sempre fare pratica.

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PINZE PER TEGLIE

Le pinze sono indispensabili per estrarre le teglie calde dalla cottura, e per non scottarsi. Ci sono diversi tipi di pinze ed ognuna è progettata per la presa sicura della teglia di riferimento, non sono tutte uguali e non funzionano per tutte le teglie.

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TERMOMETRI A SONDA PER LA COTTURA

I termometri a sonda digitale sono utili per misurare la temperatura interna di carne e pesce, ideali se si preparano arrosti e rollè di carne. Non lo considero uno strumento fondamentale ma averlo è sempre meglio. Possiamo sapere esattamente se la carne è cotta internamente, al di là dell’aspetto esteriore che spesso inganna sui tempi. L’utilizzo è estremamente facile ed intuitivo, una volta inserita la sonda all’interno del cibo, la temperatura compare sul display.

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SET COMPLETI DI ACCESSORI

Questa è la soluzione migliore perché offre una configurazione di base per aiutare tutti quelli che sono alle prime esperienze. Generalmente troviamo un paio di teglie con altezze diverse, qualche griglia in acciaio, un paio di pinze e degli stampini in silicone. Oltre ai set di base troviamo anche configurazioni più assortite e ricche di accessori, un vero affare visto il vantaggio economico. Ogni set è configurato per un diametro preciso, o una forma, basta solo scegliere quello adatto alla nostra friggitrice.

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